Successivamente fu identificato con il sole, divenendo il simbolo della nobiltà, archetipo dei faraoni. L'interpretazione di questo documento è particolarmente ardua e tuttora dibattitua. Ne aveva due: uno era Behdet, che significa trono, o seggio risalente fin dalla III dinastia, l'altro Djeba, ovvero Città del Castigo. Durante la I dinastia, il "Nome d'Horus" era seguito dal "Nome nesu-bity" (o praenomen), simbolo dell'unione delle Due Terre, e dal "Nome Nebty" (cioè "delle Due Signore"), riferito alle dee Uadjet e Nekhbet, tutelari dell'Alto e del Basso Egitto. Il ciondolo dell’Occhio di Horus non è un semplice ornamento d’abbellimento. 195-6. La figura del dio Hor-imi-Shenut ebbe un culto nel corso di tutta la storia egizia; tale epiteto ha posto alcuni problemi di interpretazione ed è stato variamente tradotto "Horus delle corde", "Horus della città delle corde", "Horus legato con corde". Secondo il tedesco Kurt Sethe e il francese Étienne Drioton (1889–1961) l'investitura faraonica doveva essere una sorta di rappresentazione sacra, con il nuovo sovrano come attore principale: l'azione sarebbe stata incentrata su Osiride e Horus e il suo sviluppo si basava sul mito arcaico dello scontro tra Horus e Seth, con l'aggiunta del più recente episodio di Seth condannato a portare la mummia di Osiride[66]. Verso la fine della I dinastia, intorno al 2800 a.C., in parallelo allo sviluppo della civiltà egizia (diffusione dell'agricoltura, dell'irrigazione e dell'urbanizzazione), le credenze religiose si evolvettero e le forze divine subirono una "umanizzazione". Il suo culto nella Valle del Nilo si estese cronologicamente dalla tarda Preistoria fino all'epoca tolemaica e alla dominazione romana dell'Egitto. A Kôm Ombo era venerato nelle sembianze di Haroeris (Horus il Vecchio), dio celeste immaginato come un immenso falco i cui occhi erano il sole e la luna[27] (quando questi astri erano assenti dal cielo, gli egizi credevano che questo dio fosse cieco). Il dio Falcon Horus era spesso raffigurato con la testa di questo uccello. Il suo culto nella Valle del Nilo si estese cronologicamente dalla tarda Preistoria fino all' epoca tolemaica e alla dominazione romana dell'Egitto. Nella maggior parte dei casi era rappresentato come falco, come uomo dalla testa di falco o, per evocare la sua infanzia, come un bambino nudo e senza capelli. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizzi questo sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hanno raccolto dall'utilizzo dei loro servizi. Prima di richiudere le porte del Santuario dotava il dio dei simboli regi: il pastorale, la frusta, la corona e lo scettro, gioielli vari. Nel mito di Osiride, Horus è figlio di Iside e Osiride. Sua controparte era il dio falco Hor-Chesemti, "Horus d'Oriente". La loro elaborazione è però molto più antica e alcune forme particolarmente arcaiche sembrano risalire alla I e II dinastia. Egli era una divinità celeste che aveva la sua personificazione terrena in una forma di falco. Accenni al mito di Horus si ritrovano, infine, ne Le metamorfosi di Apuleio, II secolo d.C., testo incentrato tuttavia sui culti misterici legati alla dea Iside. Infine, con il faraone Djedefra, apparve il quinto ed ultimo nome, il "Nome Sa-Ra" (cioè "del Figlio di Ra"), che determinava il re come figlio di Ra, altro dio-falco dagli aspetti celesti e solari[74]. Uno tra tutti, è proprio Horus, il Dio Falco. Questa forma guerriera del dio lo dipingeva come difensore dei confini occidentali dell'Egitto[57]. Anche la città di Nekhen, a circa 80 km. La traslitterazione dei geroglifici del nome di Horus è ḥr.w (che significa "falco"); la pronuncia è stata ricostruita come haru oppure horu[10]. Quest'ultimo era tuttavia subordinato al primo e, nei testi, il primo posto era sempre concesso a Horus. Il Grande sacerdote usciva quindi camminando all'indietro e spazzando il terreno davanti a sé, per cancellare le proprie orme, con una pianta detta hdn (leggi heden). Tuttavia, questa opposizione non ridusse la teologia e l'immaginario religioso degli egizi a un mero scontro tra Bene e Male, simboleggiati da Horus e Seth: in un altro mito, Seth era protettore indispensabile di Ra[30] nella sua battaglia notturna contro il malvagio serpente Apopi[31] (probabilmente l'unica entità della mitologia egizia a essere intesa come realmente cattiva[32]) per potere sorgere ogni mattina. Da questa unione miracolosa nacque Horus Bambino (Arpocrate), denominato anche Horsaset (Horus figlio di Iside)[28] o Hornedjitef (Horus che si prende cura del padre). L'integrazione di Osiride nel mito di Horus e Seth, verificatasi nel XXV secolo a.C., fu il risultato di una rivoluzione, o riformulazione, teologica (che l'egittologo francese Bernard Mathieu ha definitito "Riforma osiriaca")[58]. Il registro inferiore rappresentava la facciata idealizzata di un palazzo reale sormontata, nel registro superiore (che è l'interno del palazzo stesso visto dall'alto), dal "Nome d'Horus" del sovrano. Emblemi della decisiva unificazione del Paese, Horus e Seth simboleggiavano l'autorità monarchica. Horus, il falco divino, divenne quindi il dio del cielo, che aveva il sole come occhio destro e la luna come occhio sinistro. Era fratello di Osiride, Iside e Nefti, di quest’ultima era anche il marito e dalla loro unione nacque Anubi. Alla fine del periodo protostorico, queste due città dell'Alto Egitto giocarono un ruolo politico-economico essenziale, al punto che si crearono tensioni tribali generate dalla concorrenza. p.13. Inoltre Horus non muore prendendo su di sè i “peccati del mondo”, non muore per redimere l’umanità, che, con il peccato originale si era preclusa la salvezza. « Champollion », 2003, pp. Figlio di Osiride e Iside, Horus era un dio potente dell’antico Egitto, conosciuto sin dai tempi predinastici. I testicoli di Seth simboleggiavano gli elementi burrascosi tanto del cosmo (tempeste, bufere, tuoni) quanto della vita sociale (crudeltà, rabbia, crisi e violenza)[63]. Altre fonti sostengono invece che Seth fosse sterile, forse anche a causa di un terribile scontro che il dio ebbe con suo nipote Horus: Seth perse un testicolo, Horus un occhio. Ha suscitato grande devozione ed i suoi seguaci hanno costruito templi in suo onore in tutto l'Egitto, espandendo il suo culto per il Mediterraneo. Horus, nel corso di questo rituale, era Hor-neb-Hebenu, "Horus signore di Hebenu", e forniva i defunti di stoffe e panni funerari che, come corazze, li proteggevano dai tumulti e dagli attacchi dei seguaci di Seth. Appartengono a questa epoca le prime raffigurazioni di divinità antropomorfe o mummiformi (a forma di mummia o defunto avvolto nel sudario) come Min e Ptah. Nell'antico Egitto esistevano varie specie di falchi: a causa delle rappresentazioni spesso assai stilizzate dell'uccello di Horus, è stato difficile individuare la specie di riferimento per l'iconografia del dio. Con il mutamento della antica lingua egizia nel corso dei secoli, il nome di Horus divenne /hoːɾ/ oppure /ħoːɾ/ (in copto, fase finale della lingua egizia) e in Ὧρος, Hōros (in greco antico). Nella III dinastia, il Nome di Horus venne poi ripristinato[87] e una tale condizione di dualità non si ripeterà mai più nel corso della millenaria storia dell'Egitto antico. Françoise Dunand, Roger Lichtenberg & Alain Charron. ARPOCRATE in "Enciclopedia dell'Arte Antica", Gods of Ancient Egypt: Horus the child (Horus son of Isis). Iside, poi, nascose il neonato Horus nelle paludi, proteggendolo dalla vista di Seth grazie alla sua magia. Sotto re Narmer, identificabile con il mitico Menes[61], questo conflitto si sarebbe finalmente risolto a favore di Ieracompoli. Di sicuro non un capolavoro fedele alla mitologia ufficiale ma che può rappresentare una moderna interpretazione aggiunta alle già note variabili storiche. 56-68. La titolatura del faraone aveva una grande importanza ed era investita di notevoli significati magici[68]. Il dio del primo sole si chiamava Horus ma non era solo associato al sole. Per capire di cosa stiamo parlando, vediamo meglio chi era il Dio Falco. A Eliopoli era venerato accanto a Ra. (§.594a)Horus è caduto a causa del suo occhio, il Toro è fuggito per i suoi testicoli. 4th century) was a Cynic philosopher and Olympic boxer who was victorious at the Olympic games in Antioch in 364 AD.. A Behdet, Horus assunse forma umana con testa di falco, armato di arco e frecce e di una lancia la cui cuspide era sostenuta da una testa di falco; tale figura acquistò dignità divina guerriera, a sua volta, con il titolo di Horus Behedeti[80]. Da questo punto di vista, non c’è da meravigliarsi se più entità delle mitologie e delle religioni del passato, fossero in grado di resuscitare i morti o di ascendere al cielo. Sotto quest'ultimo aspetto, Horus affrontava lo zio Seth per vendicare il proprio padre e, sconfittolo dopo molte peripezie, rivendicava l'eredità di Osiride, divenendo finalmente re d'Egitto. Quest'ultimo, assassinato dal proprio fratello Seth, dio del caos, è riportato in vita — per il tempo di un rapporto sessuale — dai poteri magici di Iside e Nefti. Horus (in italiano anche Oro o Horo[1]), è una divinità egizia appartenente alla religione dell'antico Egitto, fra le più antiche e significative del pantheon egizio. Il padre divino di Horus era Osiride, con cui egli si identificava («Io e mio Padre siamo Uno»), mentre il padre terreno era Seb (Giuseppe); il dio Thot annuncia ad Iside che concepirà un figlio virginalmente. Con tutto il suo potere, riportò in vita l’amato Osiride per una sola notte in cui concepirono un figlio: Horus. Quest'ultimo epiteto verrà adottato millenni dopo dai greci con il nome di Arpocrate, rappresentato come un fanciullo con l'indice della mano destra in bocca. Nella sua forma di Hor-Sa-Isis, figlio di Iside, Horus era invece considerato amico e protettore dei morti incarico in cui era aiutato da quattro altri dei, i suoi figli divenuti, durante il Secondo Periodo Intermedio, protettori dei visceri che venivano estratti dal corpo del defunto e che venivano, dapprima riposti in una cassetta a quattro scomparti. (§.418a)[...] perché Horus si è purificato di quel che gli ha fatto suo fratello Seth,perché Seth si è purificato di quel che gli ha fatto suo fratello Horus. Il Dio Falco, allora, sfidò il Dio Seth in una lotta che andò avanti per molti anni e durante la quale Horus perse un occhio. In un rilievo a Edfu, un faraone compare nell'atto di offrire a Horbehedeti il singolo geroglifico dell'Orizzonte, costituito da due montagne: in cambio di questa offerta, il dio avrebbe accordato al re il trono, il palazzo reale e un lungo regno[51]. (egiziano Hor), dio egizio, raffigurato in figura di falco (o con la testa di falco) probabilmente con allusione ai suoi caratteri uranici; infatti talvolta era inteso come un dio-cielo i cui occhi erano il Sole e la Luna .Questa dimensione cosmica si proiettò, sin da epoca predinastica, nella figura del faraone, che divenne una specie di incarnazione di Horus. 138 e sgg. Ou la politique sous le linceul de la religion (Enquêtes dans les Textes des Pyramides, 3) », ENiM 3, Montpellier, 2010, p. 77-107. Horus è una delle più antiche divinità egizie: le sue origini risalgono a un momento indefinito della preistoria africana. L'iconografia del dio Horus era estremamente varia. E ovviamente, il protagonista è un comune mortale che accompagna il Dio Falco aiutandolo a rimettersi in piedi dopo una sua temporanea sconfitta. Gli aspetti, le forme e i titoli principali di Horus furono: Nella mitologia egizia, Horus era soprattutto figlio di Osiride e nipote di Seth, assassino di quest'ultimo[6]. In una versione differente del mito, la madre di Horus era identificata con Hathor, che poteva anche esserne la sposa[7]. Jacques Vandier, "Une stèle égyptienne portant un nouveau nom royal de la IIIe dynastie". Questa teoria fu inizialmente rifiutata, preferendo considerare una rivalità fra le città di Ieracompoli e Napata, avanzata nel 1960 da John Gwyn Griffiths (1911–2004) nel suo saggio The Conflict of Horus and Seth. Il Metropolitan Museum of Art di New York possiede invece una statuetta dove il faraone Nectanebo II della XXX dinastia, ultimo sovrano dell'Egitto indipendente, compare molto piccolo fra le zampe di un maestoso falco recante la Doppia Corona dell'Alto e del Basso Egitto (pschent)[21]. In quell'epoca, il loro mito non era ancora stato fissato in una apposita narrazione, bensì evocato sparsamente in riferimenti e allusioni alla loro inimicizia e alle loro battaglie — nelle quali uno perse l'occhio sinistro, l'altro i testicoli[59]. Nelle vesti di difensore Horus compariva anche a Esna, con il nome di Hor-Manu, "Horus di Manu". Durante il Nuovo Regno e segnatamente con la XIX dinastia, si instaura l'usanza di vasi canopici distinti, dotati di coperchi che rappresentano le teste dei quattro Figli di Horo. Tra le più celebri immagini di Horus, il dio compare in una statua del faraone Chefren, della IV dinastia, assiso in trono. Il Papiro Brooklyn 47.218.84, d'epoca saita, fornisce preziose informazioni sul mito di Horit. A quale sorte sia andato incontro Seth, non si sa con precisione e le versione di questo passaggio sono variabili; quello che si conosce per certo è che divenne il Dio del Caos, venendo confinato nel deserto di cui si auto-proclamò sovrano. Contrariamente a Horus che incarnava l'ordine dello Stato faraonico, Seth era visto come un dio senza inibizioni, irregolare, confuso e perfino bisessuale (cercò senza successo di violentare Horus e Iside[63]). Durante la mummificazione delle salme, la potenza divina di Horus era invocata dai sacerdoti-imbalsamatori affinché garantisse l'incorruttibilità della carne. La storia antica e la leggenda egizia del Dio Horus È il dio del sole, è la parola più famosa e comune sempre per chi studia la storia egizia antica o almeno per chi è curioso di sapere maggiori informazioni riguardante i faraoni, siamo molto sicuri che potrai leggere questo articolo fino alla fine per scoprire chi è Horus e quale è il suo tempio dedicato a lui ad Edfu. Presso la seconda Mesen, di grande importanza strategica contro le invasioni asiatiche grazie alla presenza della fortezza di Tjaru, Horus era adorato con le sembianze di un feroce leone[51]. Il pantheon egizio comprendeva un grande numero di dei-falco: Sokar, Sopdu, Hemen, Horon, Dedun, Hormerti. Benché le figure di Horus e Seth siano estremamente antiche (risalgono al periodo predinastico), Osiride comparve solo più tardi, tra la IV e la V dinastia, nell'immaginario degli egizi. Il Papiro drammatico del Ramesseum, molto frammentario, sembra una guida o un commentario illustrato al cerimoniale per l'ascesa al trono di Sesostri I (ca. Plutarco, vissuto nel I secolo d.C., narra infatti, che Seth, fratello di Iside e Osiride, invidioso di quest'ultimo[102], organizzò un complotto e rinchiusolo in una bara a sua forma, affidò quest'ultima al mare. R.T. Rundle Clark (1959/1999), pp. Dictionnaire encyclopédique de l'Ancienne Égypte et des civilisations nubiennes, Paris, Gründ, 1999, p. 259. «Horus è caduto a causa del suo occhio, Seth soffre per i suoi testicoli. Nelle "Case della vita" (le scuole annesse ai grandi templi) Horus era chiamato "Principe dei Libri", assistente di Thot, come narra un papiro magico dell'epoca ramesside, questo Horus si sarebbe liberato dei propri nemici arrostendoli su un braciere; poteva anche essere raffigurato come un coccodrillo dalla testa di falco[103]. Local talk show. Horus era inoltre figlio di Iside, dea della maternità, della fertilità e della magia, che faceva anch’essa parte dell’Enneade. L'insieme di questi cinque nomi costituiva il ren-maa, o "nome autentico", con il quale il faraone definiva la propria natura divina. In realtà, abbiamo visto come invece, il Dio Falco, sia stato concepito dopo l’unione tra Iside e Osiride e non si fa menzione alla comparsa di fenomeni astronomici in concomitanza della sua nascita. Horus [Heru] Heru significa colui che è al di sopra. Il quinto e ultimo, "Il Figlio di iside", era Horus intento a difendere suo padre Osiride dagli attacchi di Seth[109]. Il geroglifico rappresentante il nome Horus d'Oro, bik-nebu: Anche se Horus era una delle più antiche divinità dell'Egitto, ben presto i sacerdoti di Heliopolis cercarono di scalzarne il predominio ponendogli accanto il dio Ra, ovvero il sole. Si diceva che i suoi due occhi fossero sia il sole che la luna. Queste iscrizioni citano la contesa fra Horus e Seth senza coinvolgere Osiride: questa assenza può essere interpretata come tenue traccia di un arcaico mito pre-osiriaco. Una diramazione alternativa del racconto, sostiene che l’assemblea costrinse il malvagio fratello di Osiride a recuperare l’occhio di Horus e a restituirglielo. Questo importante personaggio veniva raffigurato, dagli egiziani, come un falco o un uomo con la testa di falco. Le prime immagini composite, con corpo d'uomo e testa d'animale, risalgono alle fine della II dinastia anche se, stando alle conoscenze attuali, la più antica raffigurazione di Horus come uomo ieracocefalo fu realizzata durante la III dinastia. Puoi diffondere i nostri contenuti purché si menzioni il nostro sito e non vengano utilizzati a fini commerciali. Fece la sua comparsa nella religione egizia come divinità tutelare di Ieracompoli (in greco Città del Falco, originariamente chiamata Nekhen) nell'Alto Egitto e, di conseguenza, come prima divinità nazionale conosciuta, soprattutto in relazione al faraone, che in quell'epoca cominciò a essere considerato la manifestazione di Horus in vita e, da morto, di Osiride[3]. Tale fu il radicamento del culto di Horus a Nekhen, che i greci, millenni dopo, chiamarono la città Hieraconpolis, ovvero Città del Falco. Altri studi vogliono che il culto di Horus sia nato nel Delta nilotico e che esso penetrò nell'Alto Egitto a seguito di guerre di conquista predinastiche contro popolazioni adoratrici del dio Seth; in tal senso, il conflitto e lo scontro tra Horus e Seth, come vuole la mitologia egizia, avrebbero perciò un fondamento reale[81]. Alcuni testi tardi menzionano la dea Horit, il cui nome era scritto apponendo il suffisso femminile -t all'ideogramma del falco di Horus (hr.wt): quindi, non è altro che la grafia femminile del nome di Horus[41]. Hor-Neb-Hebenu, "Horus signore di Hebenu". Una volta sconfitto, Seth formava con Horus una coppia pacificata a simboleggiare il buon governo del mondo[64]. La sua nascita è collegata al mito di Osiride e Iside; secondo la leggenda, Osiride venne ucciso da suo fratello Seth con l’inganno ma Iside –  che ne era perdutamente innamorata – si fece aiutare da sua sorella Nefti per ritrovarne il corpo. Nella forma più comune del mito, Horus era figlio di Iside e Osiride e aveva un ruolo fondamentale all'interno del mito di Osiride, in quanto erede di suo padre — appunto Osiride — e rivale di Seth, il dio uccisore di Osiride[6]. I teologi egizi personificarono questo titolo reale in una vera e propria dea. Tuttavia, sembra che possa trattarsi del falco pellegrino (Falco peregrinus); questo rapace di media taglia, dal verso assai acuto, è rinomato per la rapidità con cui, in volo, plana contro le sue piccole prede terrestri; altra sua particolarità sono delle piume scure al di sotto degli occhi, le quali delineano una sorta di mezzaluna. Il falco-Horus è appollaiato in cima allo schienale del trono e le sue due ali, aperte, abbracciano la nuca del sovrano in un gesto protettivo. Altri significati proposti sono quelli di "viso", "il Distante, il Lontano"[11] oppure "Colui che è al di sopra, il Superiore"[12]. Horus è il nome di un dio celeste nell’antica mitologia egizia che designa principalmente due divinità: Horus il Vecchio (o Horus il Grande), l’ultimo nato dei primi cinque dei originali, e Horus il Giovane, figlio di Osiride e Iside. Hor-Hekhenu, "Horus degli unguenti", adorato a Bubasti, simboleggiava il calore bruciante del sole: anche lui sarebbe andato a caccia dei demoni nocivi per le mummie[40]. La statua che rappresenta il Dio Horus è un falco con una doppia corona sul capo e rappresenta il guardiano del popolo egizio. Jacques Marty & Paule Krieger), La royauté et les dieux : Intégration de la société à la nature dans la religion de l'ancien Proche Orient, Paris, Payot, 1951. pp. Il valore e la pietà filiale fecero di Horus l'archetipo del faraone. Figlio di Osiride e Iside, Horus era un dio potente dell’antico Egitto, conosciuto sin dai tempi predinastici. Di conseguenza, la prima componente del quintuplice nome del faraone era il "Nome d'Horus", già portato dai re della dinastia 0, predecessori di Narmer, considerato il primo faraone[71]. Te Velde riteneva che il mito arcaico della lotta di Horus e Seth non potesse essersi originato esclusivamente a partire da fatti bellici verificatisi all'alba della civiltà faraonica. Edwards, IES (1971), "The early dynastic period in Egypt", The Cambridge Ancient History, 1, Cambridge: Cambridge University Press. Ormai popolarmente note, sul web esistono diverse teorie che accosterebbero tratti della storia di Gesù alle biografie di personaggi religiosi a lui precedenti. di Iside)[84]. Fra le più antiche attestazioni iconografiche delle due divinità, il falco di Horus è collegato alla città di Ieracompoli (Nekhen) e il suo rivale Seth alla città di Napata (Ombos). Horus era onnipresente nell'antico Egitto: ogni città o borgo di una quale importanza hanno restituito tracce del suo culto. Il terzo, Horus-Medenu, era l'Horus venerato a Medenu, una borgata del Fayyum, e conosciuto con il nome greco di Harmotes. 2589 a.C.–2566 a.C.), il titolo delle regine fu semplificato in "Colei che vede Horus e Seth"). Ultimo dubbio, infine, quello sulla sua presunta resurrezione a cui uno dei miti su Horus si avvicina raccontando che dopo essere stato morso da uno scorpione, il Dio Falco fu riportato in vita da Thot, un altra entità divina della mitologia egizia. Nella sua forma femminile, horet, questo termine indicava il cielo[11][14] (per estensione, anche Horus cominciò a essere inteso come il cielo: il suo Occhio sinistro era la luna, il destro rappresentava il sole). La lotta dei "Due Contendenti" potrebbe simboleggiare le guerre fra i devoti a Horus, della prima città, e i devoti a Seth dell'altra. Ciò che lo accomuna a questo esemplare – e dal quale deriva un altro mito associato alla divinità – è il contorno sotto gli occhi. Ricostituito pezzo per pezzo da Thot, l'occhio rappresentava anche la luna, dal momento che quest'astro sembra aumentare, di notte in notte, di sempre nuove porzioni. Nei Testi delle piramidi, risalenti all'Antico Regno, l'espressione Hor-em-iakhu, che significa "Horus nello splendore", indicava il faraone defunto — divenuto egli stesso, morendo, dio fra gli dei[16]. Horus (fl. Imperdibile romanzo dell’ottimo Dan Abnett, ambientato nell’universo di Warhammer durante il 30° millennio, nell’era della Grande Crociata, un’epoca di espansione e progresso tecnologico, prima che l’umanità regredisse nella barbarie tecnologica e nel regime teocratico dell’Imperatore - Dio. Fu in una battaglia con Set che Horus … Il riferimento è ai due orizzonti dell'alba e del tramonto. La deidad griega asociada fue Apolo Febo. La religione egizia (II)• Gli dei locali erano numerosissimi e ricevevano un fervido culto dagli abitanti delle varie province …• ma alcune divinità locali assunsero l’importanza di divinità nazionali e vennero venerate in tutto l’Egitto.• È il caso dei grandi dèi solari collegati con la figura del Faraone: Ra (il dio Sole, divinità di Memfi), Horus e soprattutto Amon (dio di Tebe, che divenne il dio supremo del … Esso sembrerebbe trattarsi di un alieno multidimensionale che viene da una dimensione oscura e che sarebbe capace di parassitare gli esseri viventi e controllarli sia direttamente dal loro corpo e sia in maniera remota con i loro potentissimi poteri psichici.

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