Suzy, detta Zu, è una ragazza di 12 anni intelligente e curiosa a cui, nell’estate tra la prima e la seconda media, accade la Cosa Peggiore: la sua migliore amica Franny (o forse sarebbe meglio definirla ex migliore amica) è annegata mentre si trovava in vacanza al mare.
Zu, che dal momento in cui ha appreso la terribile notizia ha smesso di parlare, non si spiega come questo sia potuto accadere dal momento che Franny era una provetta nuotatrice… finché, complice una visita all’acquario cittadino, Zu realizza che l’annegamento dell’amica potrebbe essere stato causato dalla puntura di una medusa, una Irukandji per la precisione, la più letale di tutte e che a causa del cambiamento climatico potrebbe essere giunta dall’originaria Australia fino alle coste del Maryland.
La storia si svolge alternando il presente, in cui Zu decide di contattare l’esperto mondiale di Irukandji Jamie Seymour per trovare la causa della morte di Franny, a flashback del passato nei quali vediamo nascere ed cambiare l’amicizia tra le due amiche.
Una bellissima storia sull’elaborazione del lutto e sulle amicizie nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza.
E ora la parte “psico” della “storia”
Zu è un’adolescente che si trova ad affrontare un lutto, la perdita dell’amica d’infanzia. La ragazza reagisce smettendo volontariamente di parlare: questo comportamento può essere confuso con il mutismo selettivo, disturbo osservabile tra l’infanzia e l’adolescenza e classificato tra i disturbi d’ansia come una forma estrema di fobia sociale, che si manifesta con l’incapacità di parlare in determinate situazioni.
Nel caso di Zu, però, si tratta di una scelta consapevole, e quindi sembra essere più una reazione al trauma legato alla morte di Franny: Zu infatti non riesce ad accettare che sia avvenuta perché, come le dice sua madre “certe cose accadono e basta”; inoltre, gli avvenimenti tra le due ragazze nel recente passato (che non descrivo per non fare spoiler) rappresentano un blocco nell’elaborazione dell’evento e complicano il lutto perché Zu sente che la loro amicizia sia stata interrotta lasciando alcune importanti questioni irrisolte e senza avere potuto ottenere il perdono da parte dell’amica.
I genitori di Zu, dopo mesi di mutismo, decidono di portare la ragazza da una psicologa, la dottoressa Legs “Gambalunga”, come la soprannomina Zu. La professionista ritratta in questa storia accoglie la protagonista creando uno spazio libero in cui lei possa decidere di aprirsi… e mostra anche quanto possa essere complicato, anche per un professionista, “leggere” correttamente un paziente, soprattutto quando occorre interpretare un silenzio e costruire dentro di esso la relazione terapeutica.
Rubrica a cura della libraia-formica-psicologa Carlotta