Irlanda del Nord, 2018. Mel e Sid hanno sedici anni ma non potrebbero essere più diversi. Lei adora la scienza, lui è un punk dal cuore tenero. Lei è la prima della classe, lui è sinonimo di guai. Lei ha una famiglia iper conservatrice, lui una madre single femminista. Nessuno immaginava che si sarebbero innamorati. Né che Mel sarebbe rimasta incinta al suo primo appuntamento.
All’improvviso la loro vita è un buco nero che fa paura, tra chi dispensa consigli su cosa dovrebbero fare e chi li giudica, in un paese dove abortire è illegale. Tra Sid che lascia tutto per cercarsi un lavoro e mantenere la futura famiglia e Mel che non è sicura di voler rinunciare ai propri sogni. E quando il loro rapporto inizierà a scricchiolare, Mel si troverà completamente sola a prendere una decisione più grande di lei.
Un romanzo che fa commuovere, arrabbiare, tifare per Mel e Sid fino alla fine.
E ora la parte “psico” della “storia”
Anche se sembra incredibile, in Irlanda l’aborto è diventato legale solo nel 2018,in Irlanda del Nord nel 2019. Pochissimi anni fa.
Questo romanzo ci consente fare un viaggio nel tempo, perché i protagonisti vivono una gravidanza indesiderata pochissimi mesi prima del referendum che la renderà, a furor di popolo, legale in Irlanda. Mel e Sid sono due adolescenti agli antipodi che si trovano catapultati insieme in una vita che, improvvisamente, è molto più complessa. Entrambi in balia delle proprie famiglie, vedono la vita di tutti i giorni cambiare drasticamente, come le loro aspettative per il futuro.
In un paese in cui, come nel nostro, non è previsto per legge l’obbligo di fornire educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole, i ragazzi non hanno reali strumenti per prepararsi, cosa che li rende vulnerabili ed impreparati.
Vediamo lo stigma sociale associato ad una gravidanza adolescenziale, ma anche quanto questo pesi ancora oggi maggiormente sulla ragazza che sul ragazzo: Mel viene additata e giudicata negativamente dalla maggioranza dei suoi pari e degli adulti, mentre Sid invece viene elogiato per la maturità e la responsabilità che dimostra lasciando la scuola e lavorando per mantenere la famiglia.
Ma credo che il tema fondante del romanzo sia riconoscere il diritto di decidere per sé stessi e non per gli altri, un percorso che intraprendono entrambi i protagonisti e che li fa crescere ed evolvere, uscendo dall’ombra degli adulti che pensano di poter decidere per loro e trovando la loro voce, la loro strada.
Rubrica a cura della libraia-formica-psicologa Carlotta