A e B: due semplici lettere per nominare i protagonisti – un riccio e un’oca – e suggerire fin da subito una dimensione universale, in cui le relazioni non hanno bisogno di etichette.
Ogni mattina si incontrano per fare colazione insieme, condividendo parole e silenzi, entusiasmi e malinconie, imparando a stare insieme anche quando gli umori e gli sguardi sul mondo sono diversi. Poi si separano, ciascuno lungo il proprio percorso, ma il legame continua a manifestarsi in piccoli gesti: un dono inatteso che, verso sera, raggiunge l’altro quasi per magia.
Un racconto delicato sull’amicizia autentica, fatta di presenza discreta, attenzioni silenziose e momenti condivisi, dove ciò che conta non è dire, ma esserci