Il gioco del mese

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Agosto: Mio padre il grande pirata

MIO PADRE IL GRANDE PIRATA



TESTO
: Davide Calì

ILLUSTRAZIONI: Maurizio A. C. Quarello 

EDITORE: Orecchio Acerbo

PREZZO: € 16,00

ETÀ: per tutti


Parlare di qu
esto libro significa dover dividere il discorso in due parti, per parlare da un lato di qualità nelle proposte narrative per ragazzi, e dall'altro del libro in sé.

Per chi si occupa di promozione della lettura presso i ragazzi, cercando di proporre testi narrativi veramente in grado di rispondere alle ragioni profonde del perché valga la pena leggere, nell'ambito della ormai sterminata produzione editoriale non è facile trovare libri capaci di emozionare, di offrire, cioè, un momento di arricchimento e di crescita sul piano affettivo, della comprensione del mondo e di sé. Questa valutazione è tanto più vera se riferita alla fascia di età della scuola primaria: inevitabile quindi, leggendo il racconto di Davide Calì, chiedersi se sia possibile proporlo già a partire da questa età. Ebbene, in Italia più che all'estero esiste la tendenza a distinguere in modo netto la produzione artistica per ragazzi da quella per adulti, laddove invece in altri paesi per le proposte adatte (anche) ai ragazzi è consuetudine usare espressioni come «per tutti»: è quindi un vero piacere scoprire di poter usare con convinzione l'espressione per tutti parlando di Mio padre, il grande pirata: un libro estremamente ricco senza risultare complesso, e adatto quindi ad essere approcciato secondo più piani interpretativi.
Anche laddove infatti un bambino di 8 anni potrebbe non capire le ragioni di alcune scelte da parte degli adulti, lasciando aperte delle domande, attraverso la condivisione o la sedimentazione dei suoi contenuti il libro sarà in grado di svolgere in modo esemplare la sua funzione primaria, ovvero di rappresentare un'occasione di esperienza emotiva e di crescita, a ogni età.

La struttura narrativa di Davide Calì è rappresentata da una storia semplice, in cui un papà emigrato per lavoro in Belgio fa ritorno a casa una sola volta all'anno, raccontando al figlio racconti di mare e di pirati; un incidente che risulta quasi fatale al padre fa scoprire al figlio la verità, ovvero che il papà non è un pirata, ma un minatore, e che tutti i suoi racconti non erano che bugie. Solo gli anni, e il ritorno in Belgio in occasione della chiusura della miniera, faranno capire al figlio che i racconti, anche quando di invenzione, non sono necessariamente bugie, ma un modo fondamentale, a volte l'unico, per affrontare la vita e dare un significato all'esistenza.
Vale la pena di sottolineare che tutto questo viene ottenuto attraverso una delicata alchimia fatta di tre soggetti: autore del testo, illustratore ed editore. Al racconto di Calì infatti si affiancano le immagini di Quarello, che è riuscito nel duplice intento di accompagnare il testo illustrandolo, e di costruire un testo che corre parallelo alle parole (senza contraddirle ma senza piegarsi a esse), e che offre alla storia un sapore di (apparentemente) semplice verità e realismo, che ben si sposa con le escursioni nel fantastico dei racconti paterni. Da rilevare anche i giochi di citazioni iconografiche di Quarello, che spaziano dal linguaggio pubblicitario alle stampe di Katsushika Hokusai, che aggiungono un pizzico di ironia al libro. Infine l'editore, che ha saputo unire tutto questo in un oggetto che si distingue per coerenza e bellezza, e che è veramente un piacere tenere in mano, a dimostrazione di quanta conoscenza e quanta tecnologia ci siano dietro la confezione di un buon libro.

 

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