Il gioco del mese

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Novembre: Giorgio e il panino gigante

GIORGIO E IL PANINO GIGANTE

Se, come sostiene Kveta Pacovska e certo sottoscriviamo, "I libri sono la prima galleria d'arte del bambino" questo libro è una girandola di stimoli artistici, inquadrature, elementi di design combinati sino all'assurdo, contaminazioni di culture differenti e giochi di osservazione. Si parte da qualcosa di molto semplice, un bambino, Giorgio, che ha così tanta fame che mangerebbe un panino gigante. Così va in cucina e comincia a ispezionare la credenza, e da una fetta di pane come base comincia una avventura. E come spesso accade in un libro in cui tutto questo si mescola si ha la sensazione di essere parte del mondo surreale e della fantasia bambina del suo protagonista. Un panino si fa metafora divertente e improbabile della scoperta, del desiderio di non accontentarsi dell'abitudine, dell'importanza del viaggio rispetto alla meta: con tutti gli incontri, le luci e le ombre, le soddisfazioni e le insoddisfazioni, le critiche e gli ammonimenti che questo può dare. L'illustrazione diviene uno spazio giocato sapientemente sugli equilibri del colore, sulla luce, su particolari appena accennati e su giochi di aggiunte che appaiono una sorta di caccia all'intruso, o meglio al premiante particolare che rende anche quell'angolo mai calcolato dello spazio-pagina accattivante. Occhieggia al fumetto nell'uso dello spazio, dove personaggi e suoni si muovono come in uno ambiente dinamico. E solo dopo qualche volta che lo avrete guardato scoprirete che sino a che non finisce il suo lavoro Giorgio è accompagnato da un canto particolare, quale? Vi rovineremmo la sorpresa, giacché parte del gioco è proprio scoprire chi è il personaggio, anch'egli surreale, che lo segue, sino a che il panino arriva al cielo. E Giorgio? Torna in salotto da una mamma che a differenza dei vicini non sembra minimamente preoccupata e forse conosce quali avventure straordinarie possa vedere un bambino nella magica autonomia di decidere cosa mettere nel proprio panino. Tranquilla al punto da guardarlo senza dire nulla se magari alla fine, dopo tanto lavoro, dopo molte scoperte, ci si rende conto che forse si ha più voglia di una semplice banana, e si lascia il panino ai molti che lo stanno ammirando. Un libro in cui gli stessi caratteri tipografici che in alcuni punti sembrano consunti giocano con una storia fatta di chincaglierie vintage e retrò: scherzi da editori che si dichiarano birbe matricolate.

 

TESTI: Lorraine Francis

ILLUSTRAZIONI: Pieter Gaudesaboos

EDITORE: Timpetill

PREZZO: € 15,00

 

 

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