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Ottobre: I tre porcellini

I TRE PORCELLINI

Una fiaba di crescita, di autonomia, di collaborazione, raccontata con l'acuta e sincera penna di Giusi Quarenghi e un perfetto equilibrio fra tratto e scelta del colore di Chiara Carrer. La sintonia fra le due è palpabile, il libro appare come un'opera unica, dialogante, dove la storia è un continuo gioco di narrazione scritta e illustrata. Fate un passo indietro, nel vostro immaginario, i tre porcellini sono stati figli di qualcuno? Ebbene la storia ha inizio quando scelgono di lasciare il nido, di correre il rischio di incontrare il mondo, di andare verso quell'autonomia che ogni bambino rivendica. Ecco allora l'atteso coro di raccomandazioni, indicazioni, malcelate paure, ed il loro diverso declinarsi, che si stia parlando al porcellino fratello maggiore, del minore o.. della porcellina. Sorpresa d'ingegno, dei tre una è femmina, con il bagaglio che tutto questo comporta, dove il mangiarti del lupo, non è poi più solo univoco, dove la responsabilità del proseguio del compito di cura materno è sottolineato, dove l'ago della bilancia fra responsabilità e pericolo raggiunge il culmine. Sarà per questo che a lei tocca la terza casa? Sarà per questo che dopo le tradizionali case quella che le due autrici ci descrivono non appartiene più al figurativo solido del mattone, ma alla forza di un fuoco. Fuoco è casa, è appunto focolare, è luce: quanto tiene distante il cupo e la paura, tanto comunica il calore e la sicurezza. Il fuoco delle tavole della Carrer diviene un cerchio, altra magia indovinata rispetto alle spigolose e fragili case precedenti, e questo cerchio capace di tenere al di fuori il lupo si apre invece di fronte ad amici, passanti, in una straordinaria sintesi di quel che significa abitare: proteggere e accogliere. Così intorno alla casa si crea una comunità, e dicono che siano divenuti nel bosco i capostipiti di una tribù di maiali selvatici che non si lasciava addomesticare. E in fondo chi impara a proteggersi da chi ha voglie da lupo, a ridere e cantare, ad accogliere gli stranieri, e vivere in pace, ha la chiave: è libero, nelle molte forme di questa parola.

TESTI: Giusi Quarenghi

 ILLUSTRAZIONI: Chiara Carrer

EDITORE: Topipittori

PREZZO: € 14,00

 
Per sempre insieme, amen

per sempre insieme amenPER SEMPRE INSIEME, AMEN

Guus Kuijer ha vinto quest’anno il Premio Astrid Lindgren, uno dei maggiori riconoscimenti internazionali per i libri per ragazzi. Un libro che cammina con gli occhi di un ragazzino, una ragazzina in questo caso, Polleke, abbastanza grande per raccontarsi la verità del mondo che le gravita attorno, non ancora così grande da far parte di quel mondo a volte ridicolo, irresponsabile, noioso che le gravita attorno. Eppure da quel mondo riesce a raccogliere il meglio, il modo di pregare personale e sorridente dei nonni, pur non essendo religiosa, il potere della parola, gli occhi Mimun e il sentire come perfettamente giusta quella mano nella sua, la risata di sua madre… perché Polleke ha il cuore di poeta.

Polleke vive con la madre, il padre ha una nuova famiglia, il mondo descritto intorno è quello di famiglie basate molto di più sui legami di affetto che sulla consanguineità, dove la sicurezza sono famiglie allargate, nuovi compagni o nonni fuori città che divengono un rifugio, come accade a lei. Polleke, figlia di un uomo che va e viene, dalla vita dettata da una grossa incapacità di essere felice e dal cercare la felicità in cose effimere, dalla droga ai soldi facili, che si dice poeta senza aver mai scritto ma senza aver soprattutto mai guardato il mondo con quella profondità, Polleke sarà così poeta, così forte, così sincera da essere al contempo mano e barriera per questo sfilare di adulti spesso in difficoltà. Tende la mano Polleke, quando il padre ha bisogno, quando i nonni sono lontani, quando il mondo non la sembra volere. Alza la barriera Polleke, quando il bisogno diventa cieco egoismo, quando la poesia viene soffocata, quando intorno non pensano ai suoi sentimenti. Polleke è il personaggio nella sua scrittura che Kujier ama maggiormente, al punto che i suoi libri sono una sorta di serie, che con gli occhi di questa ragazzina fotografa il mondo. Libri scorrevoli, agili anche agli occhi di un lettore non forte, con un ritmo speciale tipico di Kuijer, si pensi che i libri di Madelief (in Italia pubblicato come Graffi sul tavolo per Salani) sono stati scelti in Svezia per trarne un telefilm per ragazzi. Libri belli da essere letti ad alta voce perché racchiudono spesso in poche righe dei momenti di intensa emozione, suggellati da intervalli di brevi poesie. Ecco, da leggere come una poesia, in un luogo segreto, sottovoce in metropolitana, in un prato, sotto un albero, con voce leggera per uno o ad alta voce per molti.

TESTI e ILLUSTRAZIONI: Guus Kuijer

EDITORE: Feltrinelli

PREZZO: € 12,00

 
Giugno: L'indimenticabile estate di Abilene Tucker


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l'incredibile estate di abilene tucker'INDIMENTICABILE ESTATE DI ABILENE TUCKER

Siamo nel 1936, in Kansas, proprio nel centro degli Stati Uniti. Da un treno che sta entrando a Manifest, una minuscola cittadina, scende una ragazzina di 12 anni, Abilene. Scende come molti altri. Altri stanno salendo e scendendo dai treni in quegli anni, fuori dalla stazione, di nascosto. Vorrebbe avere la possibilità di conoscere la città in cui suo padre l'ha mandata a trascorrere le vacanze estive presso uno strano tipo di predicatore battista. Ma l'amico del padre la raggiunge prima che lei possa veramente fargli una sorpresa. A Manifest, come nel resto degli Stati Uniti, non sono anni di opulenza: tutti cercano di arrangiarsi, di far fronte alla più grave crisi economica mai vista prima. Proprio nella prima giornata a Manifest Abilene perde la preziosa bussola che le ha donato il padre, andato a lavorare alla costruzione di una nuova ferrovia e trova una misteriosa cassetta sotto il pavimento della sua camera. Nel tentativo di riprendere la bussola, inchiodata al portico di Sadie, la negromante della cittadina, Abilene rompe un grande vaso di terracotta, e si impegna a ripagarlo con il proprio lavoro. Le misteriose lettere, l'esca, la moneta trovano una spiegazione proprio nei racconti che Sadie dipana quasi in trance. Si aprono quindi molte visioni di Manifest nel 1918, diciotto anni prima, una fiorente cittadina mineraria, e sui suoi abitanti e le loro relazioni. Il libro si ricompone quindi pezzo per pezzo, come un puzzle, offrendo un ritratto profondo degli Stati Uniti in due periodi cruciali: l'immigrazione dell'inizio del secolo e l'integrazione dei decenni successivi, e la crisi economica seguita al 1929, con milioni di persone ridotte in miseria e moltissimi vagabondi che si fermano fuori dai paesi, sperando in gesti di solidarietà. A Manifest, come altrove, nel 1936, sembra esserci stato forse un fulgido passato, ma non si vede all'orizzonte alcun futuro.

La lettura, anche se i capitoli saltano di continuo dal 1936 al 1918 e viceversa, sottolineati da un mutamento del carattere tipografico, è avvincente e coinvolgente. Ci si trova immersi in una storia di mistero, di amicizia, e di scoperta di sé e del mondo, e anche di speranza ritrovata.  

 

 TESTO: Clare Vanderpool

EDITORE: EDT Giralangolo

 PREZZO: € 15,00 

 


 
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